Editoriale

Un’altra visione del Medio Oriente è possibile

Grazie alla sua posizione geografica, l’Italia potrebbe giocare un ruolo di interlocutore privilegiato con i paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Del resto, i rapporti con la sponda sud del Mediterraneo sono sempre stati importanti e non possono essere ignorati. Rapporti che storicamente non si sono limitati ai movimenti di migranti, ma che si sono estesi al commercio, a relazioni geopolitiche, perfino all’arte e alla scienza. L’Italia è ancora oggi uno dei partner economici europei con maggiori interessi in paesi come Egitto, Libano, e Iraq, solo per citarne alcuni.

E tuttavia, la copertura mediatica si è rivelata spesso non all’altezza di questo ruolo. Le notizie sulla regione sono spesso relegate nelle ultime pagine dei giornali, quando non completamente ignorate. Stereotipi e semplificazioni sono frequenti, e rendono ancora più difficile comprendere una regione tanto complessa. Il mondo arabo e musulmano emerge nei media soprattutto quando si parla di terrorismo e di migranti, spesso senza spiegarne le cause da cui questi fenomeni hanno origine.

Nell’era dei social, molte persone davanti a questa complessità si rifugiano in improbabili teorie del complotto. Perfino le rivolte arabe, che hanno generato più attenzione anche da noi, sono derubricate da molti come azioni dell’Occidente, negando di fatto i movimenti, le richieste e le azioni dei popoli dell’area, rigettandoli in un immobilismo fuori dalla storia, come certe tendenze orientaliste continuano, ancora oggi, a suggerire.

L’assenza di una costante produzione culturale di qualità in Italia è tanto più significativa se si pensa al grande numero di esperti e persone con esperienza diretta di cui il paese disporrebbe, dall’accademia al giornalismo, al mondo variegato del volontariato e delle ONG. Eppure, sia che abitino in Italia che, come spesso avviene, all’estero, solo pochi di loro sono invitati a esprimersi nei media per arrivare al grande pubblico. Siamo convinti che queste risorse debbano essere valorizzate di più, e sia questa la strada per cercare di migliorare la conoscenza del Medio Oriente e del Nord Africa nel nostro paese.

Questo progetto intende contribuire a riempire questo vuoto di contenuti, e aiutare a comprendere meglio la regione e a seguire le vicende che la stanno trasformando, nella consapevolezza che quello che succede in Medio Oriente e Nord Africa ci riguarda da vicino, e ha degli effetti immediati e a lungo termine che non possono essere ignorati.

Orient XXI è una piattaforma online fondata in Francia da Alain Gresh e un gruppo di giornalisti francesi alla fine del 2013. In poco tempo, è diventato un punto di riferimento, in Francia ma non solo, per chi è interessato a conoscere la regione attraverso una prospettiva critica e progressista. Il sito offre contenuti diversificati, raccontando il Medio Oriente e il Nord Africa nei loro aspetti politici, storici, economici, sociali, culturali, e religiosi.

La nostra ambizione è offrire da una parte contenuti tradotti dalla versione in francese, e dall’altra contenuti originali in italiano prodotti da ricercatori, giornalisti, artisti, lavoratori di ONG, esperti, scrittori, traduttori, e via dicendo. Come la versione originale francese, l’obiettivo è di rendere conto della complessità e della ricchezza di questo mondo, e allo stesso tempo cercare di presentarlo in modo semplice, per renderlo un po’ più accessibile anche a un pubblico più vasto.

Vogliamo anche ringraziare tutti quei colleghi e amici che si sono offerti di scrivere, tradurre, e offrire idee fin dai primi passi di questo progetto, così come tanti altri che lo faranno. La nostra speranza è che questa piattaforma possa divenire un punto di incontro e di scambio tra le comunità che si occupano del Medio Oriente così come per un pubblico più ampio.